philosophy



Cosa è per noi l’architettura

Studiorossi viene fondato nel 1954 da Luigi O. Rossi; oggi è guidato da Mario C. Rossi ed Eleonora Secco.

La vocazione a fare architettura si è tramandata ed evoluta.

Crediamo che per descrivere cosa sia per noi l’architettura sia importante distinguere alcuni aspetti di tale valutazione. Cosa sia per noi l’architettura è l’espressione di cosa sia per noi il vivere l’architettura, cosa sia il fare architettura, e cosa sia offrire architettura.

Vivere l’architettura significa comprendere l’architettura in ogni sua manifestazione costruita sia dalla natura che dalle persone. E’ architettura ogni elemento naturale che induce a riflettere sulla sua struttura morfologica e aggregativa, che invita ad approfondirne ogni aspetto; è altresì architettura ciò che viene da un edificio, ma anche da una strada, un tavolo, una piazza, una barca, una scarpa, o meglio, un paio di scarpe.

Vivere l’architettura è perseverare umilmente nell’osservazione della natura e studiare le architetture in funzione dell’utilizzo di ogni insegnamento.

Fare l’architettura è l’espressione naturale dell’innesco delle relazioni intercorrenti tra tutti gli elementi che contribuiscono alla concretizzazione dell’obiettivo del progetto. Ogni architettura fatta altro non è che il risultato di interazioni e coinvolgimenti di ogni contributo emotivo, frutto di una vocazione, di aspirazione, ideale, sogno, necessità.

Offrire architettura, è l’obiettivo, lo scopo della missione; produrre architettura come servizio significa donare situazioni e spazi proiettati verso situazioni immaginate.

Si offre quindi un lavoro strettamente legato ad un processo di pre-visione di relazioni ed interazioni tra gli elementi del progetto e quanto effettivamente necessita alla qualità dello spazio: più questa interazione è completa e maggiore è il plus poetico che viene generato. E’ necessario avere sempre chiaro questo obiettivo, è importante che ciò sia l’ideale che determina l’atteggiamento etico e politico. L’architettura viene offerta senza aspettative in contropartita, viene donata ad ogni componente del sistema relazionale in cui viene inserita affinché il risultato sia un segno di coerenza nella disciplina architettonica stessa: il dono è verso l’ambiente, verso il paesaggio e verso il sistema antropico che ne subisce l’intromissione. Il tempo di cessione di valori poetici dell’architettura è infinito, come infinite sono le persone che ne percepiranno il dono. L’offerta è, quindi, rivolta alle persone ed alla struttura sociale in cui sono insediate e, proprio per questo forte contenuto di spessore sociale, un architetto deve saper opporsi, deve saper scegliere, proporre e produrre: queste attitudini devono essere dimostrate sia offrendo l’architettura , sia, soprattutto, sapendola minimizzare, o negare.

L'Architettura risiede dovunque si possa vivere, respirare, ragionare e meditare.